Astronomia e Astrologia, differenze generali

Astronomia e Astrologia, differenze generali

Astronomia e astrologia sono considerate delle sorelle, non gemelle. L’astronomia studia il moto fisico delle stelle, l’astrologia l’influsso planetario-energetico con il quale tutti e tre i mondi, vegetale, minerale e animale sono circondati.

Nate entrambe dall’osservazione delle stelle, i popoli più antichi non facevano distinzione tra l’una e l’altra. Così come era normale osservare il cambiamento dal giorno alla notte e il ripetersi delle stagioni, gli osservatori dei cieli più esperti hanno cominciato a notare degli schemi nel susseguirsi dei moti apparenti delle stelle. Hanno compreso come la Terra fosse immersa in una danza insieme ad altri pianeti attorno al Sole, dispensatore di vita che è sempre stato oggetto di culto.

Le caste sacerdotali, per acquisire e mantenere potere nei confronti dei popoli, si sono fatti interpreti dei moti delle stelle, come manifestazioni delle volontà divine, calcolando in maniera accurata e riuscendo a prevedere le eclissi solari e quelle lunari, cercando corrispondenze tra ciò che accade nel moto degli astri e nelle vite di ognuno di noi. Il linguaggio comune dell’astronomia e dell’astrologia è la matematica e la trigonometria, date dagli angoli formati tra l’osservatore e alcuni punti di riferimento rispetto al cielo.

II movimento di rivoluzione terrestre intorno al Sole produce un apparente cammino dello stesso astro, lungo la fascia dei segni dello zodiaco. Anche i pianeti che gli ruotano intorno sembrano seguire lo stesso sentiero celeste, descrivendo un cerchio chiamato “eclittica”. L’equatore celeste, cioè la tangenziale della sfera celeste con il piano verticale sull’asse celeste, è tagliato dall’eclittica in due punti corrispondenti agli equinozi (23 settembre e 21 marzo). Tali punti equatoriali non hanno una posizione fissa ma si muovono molto lentamente a ritroso, in seguito al movimento della precessione dell’asse terrestre. Detto movimento fu scoperto dall’astronomo Ipparco nell’anno 139 a.C., ed è dovuto a due motivi: l’imperfetta sfericità del nostro pianeta, e l’attrazione esercitata sulla Terra dalla Luna. 

La precessione equinoziale fa ritardare la Terra all’appuntamento annuale con il punto vernale (0°Ariete) rispetto alle stelle fisse di 00°00’50” pari allo spostamento sul punto equinoziale di circa un grado ogni 72 anni, di trenta gradi (corrispondenti all’estensione di un intero segno zodiacale) ogni 2160 anni, e di 360 gradi (pari all’intera eclittica dello zodiaco) ogni 25.920 anni. Gli stessi calcoli sono stati fatti in maniera indipendente dai popoli del Centro America che non ebbero modo di conoscere gli studi di Ipparco ma riscontrarono le stesse ciclicità. Il popolo Maya ha infatti calcolato come il 21 dicembre del 2012 abbiamo assistito alla chiusura del grande computo di 25.920 anni, ovvero la precessione degli equinozi ci ha portato a osservare lo stesso cielo di 26 secoli fa.

La fascia dei segni zodiacali, divisa in due parti dall’eclittica, è costituita da una zona celeste larga diciotto gradi; l’altezza e la latitudine dei corpi celesti considerati in Astrologia, viene computata nell’ambito di tale zona. Il cerchio dell’eclittica presenta una inclinazione obliqua sull’equatore celeste di circa 23° e 27″, ed è diviso in dodici parti ampie cadauna trenta gradi, rappresentanti i segni dello zodiaco. Ad ogni zona dell’eclittica fu data la denominazione delle costellazioni partendo, nell’ordine, dal punto celeste che coincide con l’equinozio di primavera (la posizione in cui si viene a trovare il Sole il 21 marzo.

Ariete  (dal grado 0 o “punto gamma”, al grado 29 dello Zodiaco);

Toro  (dal grado 30 al grado 59);

Gemelli  (dal grado 60 al grado 89);

Cancro  (dal grado 90 al grado 119);

Leone  (dal grado 120 al grado 149);

Vergine  (dal grado 150 al grado 179);

Bilancia  (dal grado 180 al grado 209);

Scorpione (dal grado 210 al grado 239);

Sagittario (dal grado 240 al grado 269);

Capricorno  (dal grado 270 al grado 299);

Acquario  (dal grado 300 al grado 329);

Pesci  (dal grado 330 al grado 359).

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